Sei davvero così occupato come dici?
Sei davvero così occupato come dici?

Indice

Sei davvero così occupato come dici?

Introduzione

La frenesia della vita moderna ci ha abituato a essere costantemente in movimento. L’evoluzione tecnologica e l’aumento delle responsabilità personali e professionali spesso ci portano a credere di essere costantemente impegnati. “Ma è davvero così?!” La nostra occupazione costante è un dato di fatto o potrebbe essere che stiamo usando questa scusa come uno schermo dietro cui nascondere altre sfide? Ciò che mi prefiggo con questo articolo è di analizzare con tutta calma i concetto di “Mancanza di tempo” e capire se effettivamente può essere vero, o se invece nasconde un “problema” più grande. In pratica, entro la fine di questa mia “chiacchierata tra amici”, saprai rispondere alla fatidica domanda: “Sei davvero così occupato come dici?”

Stai cercando una scusa?

Spesso, quando diciamo di essere “troppo occupati”, usiamo questa affermazione come un velo per nascondere altri sentimenti o problemi sottostanti. Andiamo sul concreto con un esempio: Se un amico ti chiede “Andiamo al cinema domani?”, ma non ne abbiamo voglia.. cosa rispondiamo generalmente? “Scusa devo lavorare, ho già un altro impegno…”. Potrebbe anche essere che stiamo evitando di affrontare qualcosa che ci spaventa o che ci provoca ansia. Invece di affrontare tali emozioni, ci nascondiamo dietro l’occupazione come scusa.

La realtà della priorità

Cambiare il linguaggio che usiamo può avere un impatto enorme sulla nostra percezione del tempo e delle priorità. Al posto di dire “Non ho tempo”, proviamo a dire “Non è una priorità”. – Pensaci.. è vero. Se vuoi il tempo lo trovi e ti liberi! Ma solo se diventa una priorità. – Questa semplice sostituzione ci costringe a riflettere su ciò che riteniamo veramente importante. Molte delle attività che mettiamo da parte potrebbero non essere veramente necessarie o significative, ma le usiamo come scusa per evitare ciò che davvero conta. 

Fin qui come va? Hai già la risposta alla mia domanda “Sei davvero così occupato come dici?”

Il potere della verità

Riconoscere che stiamo usando il “non ho tempo” come scusa è il primo passo verso una gestione più efficace del tempo e delle priorità. Spesso, scopriremo che abbiamo abbastanza tempo per le cose che ci stanno a cuore quando smettiamo di nasconderci dietro le scuse.

Attenzione, preciso una cosa: questo non significa che non ci siano momenti di intensa attività, quando effettivamente non abbiamo tempo, ma piuttosto che possiamo scegliere come allocare il nostro tempo in base alle nostre vere priorità.

Ristruttura il tuo Linguaggio

Come Laura Vanderkam, manager ed esperta di gestione del tempo ha sottolineato, il modo in cui esprimiamo il concetto di tempo può avere un impatto profondo sulla nostra percezione delle priorità. Al posto di dire “Non ho tempo”, adottiamo la frase “Non è una priorità” (o ancora meglio “Non è una MIA priorità”). Questo cambiamento di linguaggio ci spinge a riflettere su ciò che riteniamo davvero importante nella nostra vita. Ah, e diciamoci la verità.. se una cosa non è una priorità, non facciamo perdere tempo anche alle persone coinvolte, diciamo subito: Non è una mia priorità!”

Quando diciamo “Non ho tempo per l’allenamento” o “Non ho tempo per dedicarmi a un nuovo progetto”, riflettiamo su come sarebbe se dicessimo “L’allenamento non è una priorità” o “Questo nuovo progetto non è una priorità”. Questo confronto mette in luce ciò che mettiamo davvero al centro della nostra vita.

La ristrutturazione del linguaggio ci aiuta a identificare le attività che realmente contano. Ci costringe a valutare se stiamo utilizzando il nostro tempo in modi che rispecchiano i nostri obiettivi e i nostri valori. Questo processo può rivelare che alcune delle attività che ci sembrano indispensabili potrebbero non essere così essenziali come pensiamo.

Cambiando il nostro linguaggio otteniamo una maggiore chiarezza nella valutazione delle nostre priorità. Ci rende anche più responsabili delle nostre scelte. Se diciamo apertamente “Non è una priorità!”, non solo ammettiamo che stiamo facendo una scelta, ma ne accettiamo anche le conseguenze del non dedicarci a quella specifica attività.

Scegliere il significato

Ristrutturare il nostro linguaggio attorno al concetto di tempo ci dà il potere di scegliere il significato e il valore dietro ogni attività. Ci ricorda che il tempo è una risorsa preziosa, e come tale dovrebbe essere investito al meglio. Mi viene questo esempio un po’ fuori dalle righe… investire male il nostro tempo è un po’ come darsi ad acquisti compulsivi su Wish 🙂

E con questo dovrebbe essere ormai chiarissimo. Cosa rispondi ra: “Sei davvero così occupato come dici?”

Mettere in atto la nuova prospettiva

Un passo cruciale per mettere in pratica la prospettiva delle priorità è prendere nota delle attività che riempiono la nostra giornata. Tenere un diario delle attività ci aiuta a riconoscere come stiamo effettivamente utilizzando il nostro tempo. Scrivere ogni cosa, dalle riunioni di lavoro alle pause caffè, ci permette di avere una panoramica accurata delle nostre giornate.

Dopo aver registrato le attività, classifichiamole in base alle priorità. Possiamo dividere le attività in categorie come “Essenziali”, “Importanti ma Non Essenziali”, e “Non Prioritarie”. Questo esercizio ci aiuta a vedere quante delle nostre attività sono in realtà allineate alle nostre vere priorità.

Una volta classificate le attività, dobbiamo prendere decisioni consapevoli. Chiediamoci se ogni attività supporta i nostri obiettivi e i nostri valori. Se un’attività non è una priorità, possiamo valutare se è necessario farla o se possiamo eliminarla o delegarla.

Pianificare il nostro tempo in base alle priorità è essenziale. Dedichiamo deliberatamente blocchi di tempo alle attività che sono veramente importanti per noi. Questo può significare assegnare un tempo specifico per l’allenamento, la crescita professionale o il tempo di qualità con la famiglia. Questo approccio ci aiuta a bilanciare le attività che sono una priorità con quelle che non lo sono.

Durante questo processo, ricordiamoci di utilizzare attivamente il nuovo linguaggio che abbiamo adottato. Quando siamo tentati di dire “Non ho tempo”, cerchiamo di correggerci dicendo “Non è una mia priorità”. Questo ci aiuta a rimanere allineati con la nostra nuova prospettiva e ci spinge a fare scelte migliori per noi stessi.

Riflessione finale

Come sai, io mi occupo di aiutare Coach, Counselor e Professionisti a ottenere la visibilità che meritano. È quindi un fatto che secondo me questi professionisti debbano considerare la propria promozione come una priorità. Se fai parte di questa categoria ti invito ad adottare questa mentalità oggi stesso. Scegli una prospettiva basata sulle priorità e trasforma la tua relazione con il tempo. Abbraccia il potere delle tue scelte e delle tue parole per creare una vita che rifletta ciò che veramente conta per te. Possiamo lavorare insieme per concretizzare il tuo futuro, contattami per mettere in pratica le tue priorità.

ah, dimenticavo: “Sei davvero così occupato come dici?” 🙂

P.S. Hai già letto il mio articolo su Inbound Marketing per Coach e Counselor? Lo trovi qui.

eBook inbound marketing per coach e counselor

Lascia un commento

×